COSA

Il nostro mondo industrializzato e tecnologico si è orientato verso un modello di vita in cui il benessere materiale può essere, in molti casi, totalmente soddisfatto, ma in cui la caratteristica di possedere o meno competenze psicologiche evolute e strumenti relazionali sofisticati determina profondamente la qualità della vita di una persona.
Più nel dettaglio, la possibilità di sopravvivere e di avere successo in questo nuovo tipo di società dipende, a mio parere, dal saper padroneggiare tre capacità:
  1. sapersi mettere in contatto con sé stessi, per poter percepire con precisione sia i propri bisogni materiali che quelli più profondi e complessi;
  2. saper mantenere la calma, per poter disporre della massima lucidità e poter quindi adottare le migliori decisioni in funzione delle circostanze del momento;
  3. saper acquisire informazioni esaurienti sugli aspetti di contenuto e sugli aspetti di relazione che caratterizzano le varie situazioni, per poter cogliere la realtà nella sua completezza.
Il Coaching consente di sviluppare queste macro-competenze.
Esso opera per mezzo di colloqui individuali chiamati sessioni.
Nel corso di queste conversazioni, il cliente espone le questioni per lui più importanti: può trattarsi di specifiche criticità da risolvere, di obiettivi che vuole raggiungere, dell’incremento delle proprie performances in campi definiti o della necessità di aumentare la qualità della propria vita in determinate aree.
Il Coach, innanzitutto, è “curioso” e profondamente interessato a conoscere nel dettaglio le situazioni e gli argomenti che sono rilevanti per il suo cliente: questa propensione, prima di ogni altra competenza, rende il Coach una persona capace di cogliere meticolosamente, anche per intuito, gli aspetti più sottili delle questioni cogenti per il suo cliente.
Il Coach, inoltre, padroneggia completamente l’ascolto empatico, un metodo sofisticato di ricezione e decodifica di tutti gli input verbali e non verbali, che gli consente di mettere completamente a suo agio il proprio cliente e di costruire un quadro preciso delle dinamiche oggetto di esplorazione.
Il Coach, al momento opportuno, interviene ponendo domande aperte e non indirizzanti, fortemente orientate all’approfondimento dei particolari sui quali il cliente intende focalizzarsi.
In determinati passaggi della sessione, il Coach può ritenere produttivo condividere con il cliente specifici punti di vista in merito alle prospettive che vanno emergendo, verificando se e con quale modalità il cliente ritiene utile adottare tali interpretazioni.
Il Coaching assume precise connotazioni in funzione degli ambiti a cui viene applicato.
Si parla di Life Coaching quando viene applicato a tematiche che non ricadono tra quelle di tipo manageriale, aziendale o afferenti allo sviluppo della performance sportiva ed artistica: lavora con qualunque persona su qualunque argomento, consentendo di raggiungere un alto livello di autoefficacia, di soddisfazione e di realizzazione personale.
A titolo esemplificativo, il Life Coaching aiuta a far emergere competenze utili negli ambiti delle relazioni e dei rapporti interpersonali, dell’orientamento professionale e scolastico, dell’adattamento emotivo a seguito di eventi di cambiamento più o meno intensi (cambiamento di lavoro, trasferimenti, perdita di persone care, circostanze sfavorevoli), della mitigazione dello stress nelle più varie situazioni di vita e dell’acquisizione di risorse e capacità non ancora possedute.
Si parla di Executive e Business Coaching quando si occupa di supportare i Managers e tutti i livelli aziendali nel raggiungimento di una maggior qualità di leadership, nel raggiungimento di una maggior cooperazione, nel potenziamento delle competenze trasversali (intelligenza emotiva, time management, autocontrollo, gestione della responsabilità, capacità decisionali, capacità organizzative, assertività, negoziazione, capacità comunicative, problem solving, …), nell’incremento della performance professionale e, in generale, nella realizzazione di un ambiente di lavoro che produca, contestualmente, maggior soddisfazione umana e maggiore ricchezza materiale.
Si parla di Performance Coaching quando viene applicato per produrre l’ottimizzazione e la massimizzazione della performance di un professionista dello Sport o delle Arti.
Tali sviluppi e perfezionamenti vengono ottenuti attraverso:
1. l’identificazione e la disattivazione delle credenze nucleari non funzionali alla performance;
2. la costruzione di una struttura motivazionale e di un mindset altamente efficienti e personalizzati sull’obiettivo di performance ricercato;
3. la progettazione della sequenza operativa più efficace. 
CONDUCO PERCORSI DI LIFE, EXECUTIVE, BUSINESS E PERFORMANCE COACHING.
Utilizzo il metodo del Coaching ontologico-trasformazionale, potenziato con tecniche di Maieutica, Pensiero divergente, Pensiero strategico, Focusing e Mindfulness, per consentire di:
1. sintonizzarsi con i propri bisogni;
2. esplorare in modo imparziale i propri schemi di pensiero e le proprie convinzioni sulla realtà;
3. esplorare il proprio grado di responsabilità e di potere;
4. conoscere le proprie emozioni;
5. acquisire capacità di concentrazione e di autodisciplina;
6. agire con lucidità, precisione ed efficacia operativa.
Qui di seguito riporto un sintetico approfondimento delle discipline in cui sono esperto.
COACHING ONTOLOGICO-TRASFORMAZIONALE
Consiste in una metodologia che trae ispirazione dalla Filosofia costruttivista e dalle teorie del linguaggio di John Langshaw Austin e di John Rogers Searle. E’ stato prevalentemente codificato ed organizzato negli studi di Rafael Echeverrìa. E’, inoltre, fortemente collegato alla filosofia di Humberto Maturana.
Parte dalla necessità prioritaria di distinguere i fatti dalle interpretazioni dei fatti e dall’assunto fondamentale che “il linguaggio genera la realtà”.
Rende accessibile l’esplorazione della propria dimensione emotiva da parte del cliente.
Si propone di fornire al cliente strumenti estremamente efficaci per conoscere le proprie opinioni della realtà e verificarne la fondatezza. Si occupa, inoltre, di consentire al cliente di scoprire i suoi principali schemi di pensiero e le credenze che fondano il suo agire, allo scopo di far emergere aspetti della realtà che, fino a quel momento, non erano stati oggetto di esperienza.
A seconda delle diverse situazioni, permette al cliente di abilitarsi a nuove azioni utili, a nuove interpretazioni della realtà ed alla ristrutturazione di credenze e convinzioni profonde non più funzionali.
MAIEUTICA
La Maieutica (o Metodo Socratico) è la tecnica di dialogo mediante la quale il filosofo greco Socrate si proponeva di far emergere la verità a partire dalle convinzioni del suo interlocutore.
L’intento del filosofo era quello di portare l’interlocutore a riconoscere autonomamente la presenza in sé stesso delle risorse di indagine idonee a condurlo ad una descrizione corretta della realtà.
Socrate credeva in un un dialogo che avesse come priorità il totale rispetto dell’interlocutore ed evitava qualsiasi atteggiamento conversazionale orientato al tentativo di persuadere l’altra persona.
Fondava il dialogo su domande aperte, appositamente concepite per arricchire con nuove prospettive interpretative il ventaglio delle opinioni già conosciute.
PENSIERO DIVERGENTE
Consiste in una particolare modalità del pensiero creativo orientata a produrre il maggior numero possibile di interpretazioni (anche e soprattutto insolite) rispetto ad un determinato problema o aspetto.
Questo approccio si traduce, tra le altre cose, nell’apertura verso un numero molteplice di soluzioni per una specifica questione.
L’allenamento a pensare in modo divergente rende accessibile il cosiddetto thinking outside the box, ovvero l’attitudine a pensare al di fuori di schemi predefiniti.
Questa capacità abilita ad una maggiore libertà rispetto al rischio di formulare pregiudizi e alla tendenza a giudicare per stereotipi.
PENSIERO STRATEGICO
Consiste in un particolare approccio di pianificazione operativa che utilizza come strumento d’elezione un insieme ben definito di strategie e stratagemmi codificati nei secoli da varie culture.
Esempi illustri sono rappresentati dal trattato cinese L’arte della guerra e dal manuale I 36 stratagemmi.
Questi testi propongono tecniche mutuate dall’ambito bellico, che però trovano anche valida applicazione a molteplici situazioni pratiche e relazionali della civiltà contemporanea.
FOCUSING
Consiste in una semplice e geniale tecnica di autoconoscenza, elaborata nel 1978 dallo psicologo Eugene Gendlin, stretto collaboratore di Carl Rogers.
Gendlin aveva intuito che era possibile accedere alle consapevolezze conservate nella propria interiorità, mediante l’articolazione di una vera e propria “conversazione” con le proprie sensazioni corporee.
Aveva capito che le sensazioni che si manifestano di volta in volta a livello somatico sono collegate a specifici stati emotivi e a bisogni non riconosciuti a livello conscio e potevano pertanto essere correttamente interpretate come “segnalazioni” circostanziate da parte del corpo.
Il fatto di rivolgere un ascolto incondizionato alle proprie sensazioni, nella consapevolezza che siano espressione di parti di noi stessi portatrici di specifiche istanze, dà luogo ad una sintonizzazione con le proprie componenti profonde e consente di riappropriarsi di esperienze vissute e registrate nella memoria somatica, il cui riconoscimento rende disponibili informazioni preziose per adottare specifiche scelte nel presente.
MINDFULNESS
La parola inglese “Mindfulness”, in senso stretto, significa “consapevolezza”.
Nel 1979 un biologo americano di nome Jon Kabat-Zinn concepì un metodo di riduzione dello stress basato sulla pratica della consapevolezza del momento attuale, elaborandolo a partire dai precetti del Buddhismo Zen, che egli aveva studiato per molti anni.
Kabat-Zinn denominò il suo progetto con la locuzione “Mindfulness-based Stress Reduction Program“.
Da quel momento, pertanto, quando si parla di Mindfulness, si fa riferimento all’approccio di meditazione elaborato da Kabat-Zinn, non solo in relazione ai suoi risvolti terapeutici, ma, più in generale, in relazione alle tecniche di focalizzazione dell’attenzione sulla consapevolezza non giudicante del momento presente.
La Mindfulness comprende una serie di pratiche volte a facilitare la conoscenza delle esperienze che si manifestano all’interno e all’esterno della persona (sensazioni, percezioni, pensieri, emozioni, parole, azioni, relazioni), promuovendone la conoscenza e l’integrazione nella propria realtà di vita.

ORASIS COACHING