Conoscere la realtà grazie al coaching

La realtà è complessa: chi può ragionevolmente sostenere il contrario?

Una domanda interessante, pertanto, è: come si può capire con chiarezza una realtà che, in linea di massima, è complessa?

La ricerca di una risposta a questa domanda è stata oggetto d’indagine fin dagli albori della storia e il Coaching è uno degli strumenti più utili per capire la realtà con buona precisione, grazie ad un dialogo accuratamente condotto: vediamo come si svolge questa interazione costruttiva.

Nel percorso di conoscenza di una nuova materia o di un nuovo ambito, una persona passa attraverso diversi modi di osservare la realtà e il Coach la supporta a compiere questa esplorazione.

Il primo passaggio è quello nel quale una realtà o un ambito sconosciuti vengono osservati per la prima volta. In questo primo step, ciò che si riesce ad osservare con facilità sono singoli eventi, singoli elementi isolati e scollegati fra loro, senza riuscire a cogliere le regole che sono in vigore: prevale una sensazione di confusione e di disorientamento. In questa situazione, un Coach aiuta l’altra persona ad osservare con pazienza il maggior numero di aspetti, per acquisire il maggior numero di informazioni sullo scenario.

Se l’osservazione è stata accurata, è possibile cominciare ad osservare alcune relazioni di causa-effetto fra i fenomeni: il modello emergente è quello della logica lineare, grazie al quale si è in grado di cogliere alcune interazioni semplici fra gli eventi. A questo livello, le domande poste dal Coach consentono di investigare nel modo più approfondito possibile le relazioni fra gli eventi.

Se l’investigazione procede con successo, si può notare che ogni effetto, a sua volta, esplica, in misura maggiore o minore, una retroazione nei confronti dell’evento che lo ha causato: si cominciano a percepire la biunivocità, la circolarità e la complessità dello scenario. Determinati aspetti della situazione possono apparire contraddittori: il Coach supporta il proprio interlocutore nel prendere coscienza dell’ambivalenza e del paradosso che possono manifestarsi quando si scende ad un buon livello di comprensione. A questo livello, un buon dialogo di Coaching permette di accogliere la paradossalità della realtà, accettandone la natura controversa.

Questo è il momento più difficile: una buona indagine, infatti, conduce prima o poi a rendersi conto di come il ragionamento lineare sia inadatto a cogliere la reale natura delle cose, ma anche di come questa inadeguatezza faccia parte, essa stessa, della realtà dei fatti.

Quando la consapevolezza di questa limitatezza è completa, l’approccio deterministico perde potenza e lascia spazio ad uno sguardo più aperto sulla natura delle cose. E’ il momento in cui si diventa capaci di considerare come legittima la coesistenza di fenomeni opposti nello stesso sistema: ci si comincia a sentire a proprio agio nell’osservare in modo meno condizionato i vari eventi, constatandone la compresenza e percependo la ricchezza che nasce dalla diversità. Se si accede a questo step, si può apprezzare il valore aggiunto dato dalla meditazione.

Perseverando in questo approccio, ci si abitua a dare meno importanza alla consequenzialità tra i fenomeni e si acquisisce maggior capacità di vivere nel momento presente, senza che l’esperienza della realtà venga eccessivamente mediata dal pensiero razionale: la mente è meno appesantita e prevale una visione più lucida degli eventi. Questa è la dimensione in cui si possono ottenere importanti prese di coscienza (= insights), in cui si può concepire la soluzione a specifici problemi ed identificare il percorso per raggiungere determinati obiettivi.

Ecco, in sintesi, il percorso attraverso il quale un Coach favorisce l’esplorazione attraverso le sue osservazioni!